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Il comune di Garbagna Novarese appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Chiesa della Madonna di Campagna (Oratorio di Santa Maria)

Nome Descrizione
Indirizzo via De Cagnoli intersezione con via Verdi
Telefono 0321.845115 (Parrocchia)
Conosciuto anche come Madonna di Campagna, è situato fuori dall'abitato, a nordest, in prossimità della linea ferroviaria Novara - Mortara.
Secondo gli studiosi la sua origine è riconducibile all'ultimo quarto dell'XI secolo. Già documentato una prima volta nel 1077 e successivamente nel 1181, l'oratorio si presenta ad aula rettangolare con abside semicircolare e con copertura lignea a capanna. Vari furono, nel corso dei secoli, gli interventi di restauro e le manomissioni che la piccola chiesa campestre subì senza però compromettere in modo irreparabile la struttura originaria. La parte absidale è scandita in cinque specchiature da quattro lesene che si congiungono per mezzo di archetti pensili a gruppi di tre. La muratura è costituita per lo più da mattoni disposti in corsi orizzontali legati con malta. L'odierna facciata è un rifacimento in stile neoclassico del 1908, successivamente modificata. L'interno è ricco di meravigliosi affreschi del XV secolo, che ricoprono interamente la zona absidale e la parete a sinistra. Di grande effetto è la Pietà collocata nella parte centrale dell'abside e ascrivibile ai primi anni del XV secolo; coevi sono gli affreschi raffiguranti una Madonna con Bambino e una piccola Sant'Elena.
Risalente al 1481 e firmato Tommaso Cagnola, pittore legato alla corte dei duchi di Milano, è l'affresco raffigurante San Francesco che presenta l'offerente alla Madonna in trono, incoronata, con Bambino e due angeli musicanti: interessante è il lungo cartiglio che presenta, in caratteri gotici, il committente, il pittore e la data. L'affresco raffigurante il Miracolo di Sant'Eustachio - Uberto è riconosciuto, dagli esperti di storia dell'arte, di grande valore storico-religioso-estetico, per la capacità dell'autore di trasformare la scena religiosa in scena cavalleresca; anche questo dipinto è attribuito al Cagnola e alla sua bottega, come altri collocati nella parete settentrionale. Tutti li affreschi sono stati restaurati. In epoca romanica l'antico borgo di Garbagna non possedeva soltanto costruzioni difensive ma anche edifici religiosi ed uno di questi, fortunatamente conservato pressoché intatto, è rimasto a testimoniare tale periodo.
Si tratta della chiesa di Santa Maria, conosciuta localmente con il toponimo di Madonna di Campagna.
L'edificio, monumento nazionale, è datato dagli storici dell'arte all'ultimo quarto del secolo XI. Esso si trova ubicato a nord est dell'abitato, da cui dista circa cinquecento metri.
Ernesto Colli, uno studioso locale, considera la chiesa un raro pezzo d'arte fiorito fra i campi: uno scrigno prezioso, degno di essere ammirato all'esterno e visitato con attenzione all'interno.
L'oratorio, citato in una pergamena datata 1077, è un edificio a navata unica, con copertura lignea a campana ed abside semicircolare.
Esternamente la superficie dell'abside è scandita in cinque specchiature da paraste che partono da un basamento dal modico aggetto ed alto circa 80 centimetri. Le specchiature sono decorate in alto da archetti ciechi disposti a gruppi di tre. La luce era, originariamente, assicurata da quattro finestre monofore strombate: due collocate sull'abside e due aperte sul lato meridionale. Le finestre furono tamponate, cioè chiuse con muratura, nel secolo XV, quando l'interno della chiesa fu arricchito dagli affreschi.
La chiesa subì un rifacimento in età gotica: a tale periodo si possono infatti far risalire le arcature a dentelli, ancora visibili nell'interno del locale costruito a ridosso della chiesa nel secolo XIX ed ora utilizzato come sacrestia. Le arcature a dentelli, in origine, dovevano decorare anche il lato nord.
L'odierna facciata è un rifacimento neoclassico effettuato nel 1908 e modificato successivamente.La muratura dell'abside della chiesa è costituita da mattoni di buona fattura disposti orizzontalmente ed uniti fra loro da abbondante malta; la muratura dei lati e della facciata è invece composta da materiale non omogeneo, di riutilizzo, come i frammenti di tegoloni romani posati a lisca di pesce, intervallati da corsi orizzontali di mattoni posati di piatto.
L'interno della chiesa è impreziosito da una serie di tredici affreschi di notevole importanza storica ed artistica, dipinti nel corso del secolo XV. Nel catino dell'abside è una Pietà, densa di grande tensione drammatica, ancora ricca di echi romanici, risalente ai primi anni del Quattrocento: della stessa epoca sono una Madonna con Bambino e una piccola Sant'Elena, poste accanto all'affresco citato.Più tarda, del 1481, è la Madonna in trono incoronata da due angeli con committente presentato da San Francesco.
L'affresco è firmato da Tommaso Cagnoli ed è ritenuto dalla critica artistica attuale opera essenziale per la conoscenza di questo importante pittore novarese. Il Cagnoli, come altri pittori che operano nel nostro territorio in questo periodo, è riuscito, infatti, a rendere comprensibili anche alla popolazione più modesta.

Tratto da:
Guida Turistica e Atlante Stradale Provincia di Novara
Assessorato al Turismo - Legenda srl Novara
(Domodossola 1991)