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Il comune di Garbagna Novarese appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Palazzo Caroelli (Sec. XVII)

Nome Descrizione
Indirizzo Via Matteotti
Apertura Area Privata - Visibile solo dall'esterno
Nel centro del paese, sulla strada provinciale che conduce a Mortara, sorge il settecentesco Palazzo Caroelli, residenza di campagna degli antichi feudatari, conti di Vespolate.
Il palazzo di presenta, sul lato strada, con facciata divisa longitudinalmente a metà: la parte inferiore è costituita da un piano terra e da un ammezzato, mentre la parte superiore, essendo piano nobile, è arricchita centralmente da un balcone e da modanature curvilinee poste sopra le finestre.
Al piano terra della facciata posta a sud si prospetta verso corte un elegante portico sorretto da semplici colonne di pietra. Di fattura gradevole e imponente l'ampio scalone che conduce ai piani superiori, arricchito dalla ringhiera in ferro battuto originaria.
All'interno, i saloni del piano nobile sono riccamente decorati con affreschi e stucchi di gusto barocco. Al piano terra è ubicata una graziosa cappella dedicata a San Giovanni Nepomuceno.
Ora l'edificio, purtroppo, versa in uno stato di avanzato e deplorevole degrado. Il palazzo sito in via Matteotti è un esempio di signorile e grandiosa dimora di campagna, residenza dei conti Caroelli feudatari di Garbagna dal 1767. Il palazzo evidenzia infatti negli ambienti interni quei caratteri di sobria eleganza, intima e confortevole, rispondenti al gusto aristocratico del Settecento.
L'elegante facciata a est dell'edificio, che ha i volumi definiti da un cornicione modanato e che presenta
comignoli monumentali, è a due ordini, scandita da lesene bugnate. Presenta finestre incorniciate semplicemente nella parte inferiore mentre nella parte superiore, dove si nota un ampio balcone, le aperture sono sovrastate da fregi curvilinei. Questo fronte, che prospetta sulla strada principale, è completato dal muro di recinzione, nel quale è ricavato un interessante passo carraio, architettonicamente definito da una cornice piuttosto sporgente e da due accenni di volute ai lati.
Sul fronte sud si apre un ampio e profondo portico con archi ribassati, impostati su colonne di pietra, di raffinata semplicità. Il portico prospetta sulla corte interna, sulla quale erano situate le ali destinate ai locali di servizio, ora sostituite da costruzioni più recenti.
Un suggestivo segno della decorazione antica è ancora riconoscibile nelle due pigne in pietra di squisita fattura, che ora sormontano il tetto di un cassero. Dal portico si accede al piano superiore per mezzo di uno scalone impreziosito da un'elegante ringhiera in ferro battuto contemporaneo alla costruzione.
All'interno, nella zona inferiore, oltre ad un vasto salone, vi è una piccola chiesa dedicata s San Giovanni Nepomuceno. L'edificio sacro è a navata unica con altare ed ancona marmorei; l'ancona ora è priva della tavola dipinta che la ornava nel secolo XVIII quando venne vista dal Vescovo novarese Marco Aurelio Balbis Bertone durante la visita pastorale effettuata il 18 aprile 1762:
Le relazioni stese dai funzionari ecclesiastici durante la visita precisano che nel secolo XVIII questo oratorio si apriva verso la via pubblica con una porta, aveva volte decenti, era pavimentato, imbiancato e con il catino dell'abside - cioè la parte concava che si vede dietro l'altare - dipinto con immagini sacre.
L'edificio era illuminato da una finestra vetrata posta a sud. L'ancona marmorea dell'altare, ancora oggi conservato, era arricchita da una tela dipinta avente per soggetto la Beata Vergine e San Giovanni Nepomuceno, santo a cui è dedicata la chiesa.
Gli ambienti del piano superiore, destinati alla residenza dei proprietari, hanno conservato ancora tutta la loro eleganza e il loro fascino; essi sono accentrati attorno al salone, superbamente ornato di stucchi e affreschi con soggetti allegorici sul soffitto e con paesaggi sulle pareti. Anche gli altri ambienti propongono soffitti decorati, ma i soggetti sono di difficile interpretazione perché riflettono la complessa cultura dell'età barocca.

Tratto da:
Guida Turistica e Atlante Stradale Provincia di Novara
Assessorato al Turismo - Legenda srl Novara
(Domodossola 1991)